Sono una persona che dà.. e vorrebbe amore.. una forse futuro architetto..una promotrce di benessere..una che vede ancora il mondo a cuoricini... una persona innamorata..determinata..forte..ma spesso purtroppo fragile....
Età: 20
Città di provenienza: Trieste
Capelli: castani
Occhi: azzurro verdastro
Pregi: limpidezza
Difetti: paranoie
Soprannomi: lisa,lisi ,betta,betsz, laisa,eli, tesorilla,picci, pulce,pulcina, amore,furicchiotta...
Colore preferito: verde
Amo
L'arte figurativa.. i colori.. disegnare.. sprcarmi in qualcosa di viscido... le orchidee... il profumo dei fiori..specialmente il mughetto.. poter aiutare chi è in difficoltà... un messaggio inaspettato.. vedere il sorriso sul volto di chi mi stà di ftonte.. e tante tante tante altre cose....
Odio
Essere esclusa da un discorso.. l'afettazione... chi ti fa notare di saperne molto di più.. parlare cn qualcuno che di fatto non ti sta cacando.. l'idea che in fondo c'è sempre qualcuno più bravo di te... quando non mi rispondono agli sms.. dover mettere ordine.. :OP
Leggo
adoro Jane Eyre di Charlotte Bronte
Ascolto
un po di tutto..
Tag board
Inserisci qui la tua tagboard.Massima larghezza 199 pixel!
Questo blog non rappresenta una testata
giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può
pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del
7.03.2001
Una paura che abbraccia una speranza,
il tempo che passa e porta con sé,
me,
questa realtà che sembra infinita ma non è che un istante,
l’istante in cui un amore si consuma,
l’attimo in cui tutto accade,
tutto inizia,
tutto finisce,
ma porta in sè l’eterno.
toppo bella sta poesia...adoro le storie...in piu questa ha il tocco triste mi fa morir ogni volta..poi mi vien in mente la voce calda di mia mamma che me la recita....super...
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Me ne andavo un mattino a spigolare
quando ho visto una barca in mezzo al mare:
era una barca che andava a vapore,
e alzava una bandiera tricolore.
All’isola di Ponza si è fermata,
è stata un poco e poi si è ritornata;
s’è ritornata ed è venuta a terra;
sceser con l’armi, e noi non fecer guerra.
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Sceser con l’armi, e a noi non fecer guerra,
ma s’inchinaron per baciar la terra.
Ad uno ad uno li guardai nel viso:
tutti avevano una lacrima e un sorriso.
Li disser ladri usciti dalle tane:
ma non portaron via nemmeno un pane;
e li sentii mandare un solo grido:
Siam venuti a morir pel nostro lido.
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Con gli occhi azzurri e coi capelli d’oro
un giovin camminava innanzi a loro.
Mi feci ardita, e, presol per la mano,
gli chiesi: - dove vai, bel capitano? -
Guardommi e mi rispose: - O mia sorella,
vado a morir per la mia patria bella. -
Io mi sentii tremare tutto il core,
né potei dirgli: - V’aiuti ‘l Signore! -
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Quel giorno mi scordai di spigolare,
e dietro a loro mi misi ad andare:
due volte si scontraron con li gendarmi,
e l’una e l’altra li spogliar dell’armi.
Ma quando fur della Certosa ai muri,
s’udiron a suonar trombe e tamburi,
e tra ‘l fumo e gli spari e le scintille
piombaron loro addosso più di mille.
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Eran trecento non voller fuggire,
parean tremila e vollero morire;
ma vollero morir col ferro in mano,
e avanti a lor correa sangue il piano;
fun che pugnar vid’io per lor pregai,
ma un tratto venni men, né più guardai;
io non vedeva più fra mezzo a loro
quegli occhi azzurri e quei capelli d’oro. Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Sapevo che mi guardavi..mi giravo x vedere in che direzione era rivolto il tuo sguardo..un po' cm i bimbi cercano tra il pubblico la mamma..io cercavo te..la polvere sollevata dagli zoccoli che mi asciugava la bocca..quell'odore di cuoio..misto a terra e sudore..il ritmo della cavalcata..un soffio di vento..una sgambata..galoppo....poi stanca morta e con le gambe molli..aspettavo di scendere..volevo un bacio un abbraccio..e eccomi accontentata
sta mattina la prima cosa che ho fatto è stata accendere il pc..x leggre quello che mi avevi scritto..ed ecco.....
Valkyria
Dea della natura, effigie della grazia..
ti ho vista assorta e pervasa dalla spontaneità di essere femminile.
Quello fu il mio momento di estasi mia dea,
l'attimo in cui non avrei guardato neanche le stelle più brillanti.
Mia pietra preziosa che crede di essere carbone,
oggi osservavo il fascino che emani.. la luce che non si vede
e che arriva direttamente al mio cuore e lo riempie..
lo stesso cuore che aveva creduto di non battere più.
Mio paradosso di bellezza, tale sei in quanto buona e forte,
sensibile e temeraria... non smettere di essere quello che sei.
Un attimo di pausa..un attimo x capire i limiti..i limiti che presumo ci sino..ma so non esserci.....un un respiro per comprendere che stare a stretto contatto e fantastico..che ogni timidezza non ha motivo d'esistere..mi avvicino ti stringo..ti stuzzico..ti faccio qualche dispettuccio..in fondo so che ti piace giocare cn me..sto bene tra letue braccia...sento che ti dai a me in ogni bacio..mi piace venire verso il tuo motorino..rallentare il passo x darti il tempo di gettar la sigaretta e metterti in bocca la gomma da masticare....
Fermezza
Sono cieco dalla luce dei tuoi baci,
denudato dall'ombra delle tue grinfie sinuose, che dolcemente mi stritolano in un turbine di sorridente calore.
Ammaliato dallo stupore del tuo soave nettare che scende lungo la mia pelle logorata dalla ventura mia, scorgo il tuo sguardo pieno di desiderio ed incredula gioia.
Lascia che io possa mitigare il tuo scetticismo mettendo ancora una volta la mia anima sul ciglio del burrone.. ma proteggila con cura e la dolcezza che tu tanto nascondi.